Una villa di delizia locale: Palazzo Visconti di Brignano Gera d'Adda


Una villa di delizia locale: Palazzo Visconti di Brignano Gera d'Adda
  • Data17-07-2017
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L'ambizione di una signoria attraverso il gioco dell'illusionismo prospettico

I Visconti di Brignano, ramo famigliare di discendenza dell'antica casata milanese, nell'intento di rendere manifesto il proprio potere, affidarono la dimostrazione della propria grandezza al loro edificio residenziale.
Il prestigio sociale di una famiglia nobiliare, passava anche attraverso l'abitazione. Spesso magnificamente decorate, queste dimore elette a ruolo di rappresentanza simboleggiavano così la ricchezza della dinastia e soprattutto il suo desiderio di autocelebrazione.

Palazzo Visconti prese forma basandosi su questi presupposti divenendo un eccellente esempio di architettura barocca lombarda. L'edificio dal 2004 è sede municipale, per una decina di anni è stato sottoposto ad alcune operazioni di restauro a seguito delle quali l'apparato decorativo ha ripreso il suo aspetto nativo. Grazie alla documentazione d'archivio è stato possibile tracciare, seppur non in modo esaustivo, gli interventi di adattamento del palazzo.  

Il palazzo

Si ipotizza che l'edificio residenziale fosse stato edificato su un nucleo fortificato preesistente ovvero l'antico Castello di Brignano del quale sono rimasti alcuni elementi architettonici ma, difficilmente compatibili con la costruzione successiva.
Il palazzo (fig 1) è un complesso architettonico dallo stile severo, realizzato in pietra serena. Dal suo ingresso si giunge ad un cortile porticato delimitato da colonne a pianta quadrata che a sua volta immette in una corte d'onore (fig 2) sulla quale si affacciano finestre scandite da modanature lineari ed un loggiato in corrispondenza del piano nobile.
Se all'esterno il palazzo è essenziale e sobrio, all'interno la decorazione pittorica è a dir poco scenografica ed è legata ad un esplicita volontà propagandistica e celebrativa dei Visconti.  

fig 1 Palazzo Visconti
fig 1 Palazzo Visconti

Esterno

fig 2 La corte d'onore
fig 2 La corte d'onore

Cortile del palazzo

Lo scalone di rappresentanza

Lo scalone di rappresentanza, che funge da ingresso, presenta pareti interamente affrescate con figure mitologiche ed allegorie femminili: figure monocrome, plastiche e tornite si stagliano sulle pareti accanto a sfondati prospettici tipici del periodo. Il programma decorativo è di carattere allegorico- morale e ad emergere sono le qualità personali dei membri della famiglia.
La figura di Ercole con i pomi delle Esperidi (fig 3) che simboleggia la scaltrezza ne è un esempio così come l'Intelligenza, dote personificata da una donna con serpe e sfera armillare (fig 4).

Lo spazio illusionistico favorisce la perfetta inclusione del visitatore nell'ambiente nel quale possiamo scorgere un uomo che fuma al balcone (fig 5) ed altre due figure affacciate alle finestre e balaustre (fig 6) e (fig 7).
Una spettacolare visione di scorcio è offerta dal soffitto (fig 8) nel quale è raffigurato Giove, dio di tutti gli dei, accanto allo stemma visconteo, un bambino con biscia, circondato da altre divinità come Marte, Flora e Mercurio bambino. Lo spazio reale viene completamente trasfigurato secondo la particolare tecnica della quadratura ampiamente utilizzata nel palazzo per celebrare l'autorevolezza dei committenti.  

fig 3 Ercole con  i pomi delle Esperidi
fig 3 Ercole con i pomi delle Esperidi

Decorazione ad affresco situata sullo scalone che porta al piano nobile.

fig 4 L'Intelligenza
fig 4 L'Intelligenza

Allegoria

fig 5 Ingresso antistante lo scalone
fig 5 Ingresso antistante lo scalone

Sfondato prospettico (particolare)

fig 6 Figura maschile affacciata
fig 6 Figura maschile affacciata

Parete interamente affrescata con quinte architettoniche, statue dipinte e personaggi con abiti dell'epoca.

fig 7 Figura femminile al balcone
fig 7 Figura femminile al balcone

Decorazione dell'ingresso del palazzo

fig 8 Soffitto
fig 8 Soffitto

La famiglia Visconti è celebrata attraverso figure libere scorciate inserite all'interno di un telaio architettonico che è pura illusione.

La Sala del Trono

Quest'ultimi li ritroviamo raffigurati nella Sala del Trono insieme ad altri componenti del numeroso ramo famigliare visconteo. In questo luogo del palazzo si assolvevano funzioni di rappresentanza, esso rappresentava il fulcro simbolico della celebrazione dinastica ed è l'unico ambiente che presenta una data, il 1675, posta sotto il basamento di una colonna.
I ritratti di otto dei dodici signori di Milano, compaiono sulle pareti, ciascuno con il suo emblema, dipinti su piedistalli all'interno di finte nicchie alcune delle quali aperte sul paesaggio ed affiancate da colonne tortili le quali hanno basamenti monocromi con raffigurazioni delle virtù (fig 9).

Nel secondo ordine della decorazione sono raffigurati alcuni putti con strumenti musicali e nella parte sommitale della parete episodi legati all'esistenza dei Visconti come le scene delle loro battaglie. Le colonne tortili dalle decorazioni monocrome ed argentee arricchiscono con eleganza e grande impatto visivo le pareti che, in alcuni punti presentano uno strato pittorico difficilmente leggibile a causa dei pochi lacerti decorativi rimasti(fig 10). Nelle parti mancanti è probabile che fosse raffigurato uno stemma di famiglia oppure un'allegoria.
Sull'autore degli affreschi brignanesi poco si sa, probabilmente fu Mariani, quadraturista attivo anche nella decorazione del settecentesco Palazzo Nuovo.  

fig 9 Membri della famiglia Visconti
fig 9 Membri della famiglia Visconti

Ai piedi di ogni statua si può notare il nome del personaggio raffigurato. Paolo Giovio medico e poeta italiano entrò in contatto con molte casate nobiliari tra le quali i Visconti, in un suo testo pubblicato per la prima volta nel 1853 narra le vicende legate alla signoria milanese dal quale si possono trarre interessanti spunti riguardo la loro fisionomia.

fig 10 Sala del trono
fig 10 Sala del trono

Decorazione frammentaria di una parete

La sala delle maschere

La sala delle maschere (fig 11) è un stanza molto ampia in cui sono conservate le maschere lignee restaurate che in origine erano collocate lungo le pareti esterne in corrispondenza delle travi. Si tratta di 165 mascheroni antropomorfi realizzati a scopo decorativo che rappresentano un unicum in tutta la Lombardia. Le maschere spesso dall'aspetto grottesco o deforme erano considerate oggetti magici in grado di allontanare spiriti malvagi. 
All'interno del palazzo sono presenti altri ambienti (fig 12)  che sono stati riportati alla luce grazie ad un minuzioso lavoro di restauro.
Da questi interventi sono emerse prospettive dipinte, la cui lettura risulta difficile e per le quali si può ricorrere ad una buona dose di immaginazione.

fig 11 Sala delle Maschere
fig 11 Sala delle Maschere

La sala delle maschere si trova in un ambiente che in origine era costituito da tre stanze separate. Per permettere ai visitatori una visione completa dei manufatti, ogni tre anni a rotazione le maschere vengono sostituite con altre non ancora esposte.

fig 12 Frammenti decorativi
fig 12 Frammenti decorativi

Nella sala adiacente alla Sala delle Maschere si può notare una superficie muraria originariamente dipinta con architetture in prospettiva della quale oggi rimane ben poco.

La Sala dell'Innominato

l'Innominato, personaggio letterario dei Promessi Sposi è il nome scelto per questa stanza del palazzo (fig 13 a) e (fig 13 b) che originariamente si presentava come una Galleria con numerosi quadri, sculture e specchi. La denominazione fa riferimento a Francesco Bernardino Visconti discendente di Sagramoro I figlio di Barnabò Visconti. Che fosse veramente lui il personaggio a cui Alessandro Manzoni si ispirò nei Promessi Sposi?

Parallele al "Salone dell'Innominato" ci sono 4 salette utilizzate giornalmente e decorate a fregio solo nella parte sottostante il soffitto. Le decorazioni sono a tema mitologico con scene di battaglie, antiche rovine, scene campestri e sfondati prospettici. (fig 14) e (fig 15).
Il Palazzo fino agli anni '70 del ‘900 rimase in uno stato di decadenza, negli anni successivi iniziò il lento recupero che lo ha riportato alle sue sembianze originarie. 

fig 13 a  Sala dell'Innominato
fig 13 a Sala dell'Innominato

Particolare della decorazione con porticato aperto sul paesaggio

fig 13 b  Sala dell'Innominato
fig 13 b Sala dell'Innominato

Particolare della decorazione nella zona sottostante il soffitto

fig 14 Decorazione con scene di guerra
fig 14 Decorazione con scene di guerra

Questa sala presenta una decorazione a fregio solo nella parte sommitale della parete, il resto della superficie muraria era libera.

fig 15 Decorazione con rovine architettoniche
fig 15 Decorazione con rovine architettoniche

Decorazione saletta interna

Ulteriori Immagini

Matteo II Visconti
Matteo II Visconti

Membro della famiglia Visconti

Luchino Visconti
Luchino Visconti

Membro della  famiglia Visconti

Particolare dell'ingresso che conduce allo scalone

Per chi desidera respirare l’atmosfera di quel tempo, facendosi sedurre dagli scenografici affreschi, una tappa alla residenza di Brignano è una tappa irrinunciabile.
Periodicamente vengono organizzate visite guidate che consentono la conoscenza del patrimonio artistico locale. Guida d’eccezione, durante il tour  al quale ho partecipato, è stata la Dott.sa Beatrice Bolandrini, Sindaco di Brignano nonché storico dell’arte. La sua professionalità e il continuo impegno per la valorizzazione della struttura hanno permesso di mantenere “vivo” questo importante luogo di arte e storia.
È possibile visitare la dimora viscontea di Brignano durante le giornate dei Castelli, palazzi e borghi medievali aperti, iniziativa sostenuta dall’Ufficio Iat del Comune di Martinengo che in collaborazione con Turismo Bergamo, ogni anno si occupa della promozione del territorio della Bassa Bergamasca Orientale.   



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